La storia dei tre bit

Diventate il geek alfa del vostro gruppo imparando a conoscere setuid, setgid e il misterioso bit appiccicoso

Tutti conoscono i nove bit di modo che definiscono

i permessi di accesso a un file (il rwxrwxrwx che mostra il comando ls -l), ma, oltre a questi, ci sono altri tre bit di modo che sono molto meno conosciuti. Questo mese ho deciso

di portarli al centro della scena. Da sinistra a destra sono:

  • il bit set user ID, per gli amici setuid
  • il bit set group ID, setgid in breve
  • Il bit sticky (appiccicoso in inglese).

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Liste di controllo accessi

Negli Anni 90 uno dei comitati per la definizione degli standard POSIX (individuato dalla sigla IEEE 1003.1e) halavorato a un insieme di estensioni di sicurezza per UNIX. Lostandard fu abbandonato quando fi nirono i fondi, ma molteparti erano già complete, e alcune di esse sono state inseritein Linux. Le liste di controllo dell’accesso ai fi le (ACL, Access Control List) sono tra queste. Il modello standard dei permessi
di accesso ai fi le dovrebbe essere ben noto a tutti: ci sono permessi di lettura, scrittura ed esecuzione e ognuno di essi può essere impostato per il proprietario del fi le, per i membri del gruppo a cui appartiene il fi le o per tutti gli altri. Ed è tutto.Le ACL estendono il modello in modo da consentire l’assegnazione di permessi di lettura, scrittura ed esecuzione per qualsiasi utente o gruppo. I filesystem ext2 ed ext3 supportano le ACL, ma solo se montati con l’opzione acl:

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I contesti (context) in Selinux

Una parte fondamentale di SELinux è la comprensione e l’utilizzo dei contesti di SELinux. Tutto, sul tuo sistema, contiene un contesto (context) e questi sono usati per determinare quali utenti, applicazioni e servizi hanno accesso a quali file, directory e applicazioni. Anche senza la comprensione della creazione di una politica dettagliata, la maggior parte degli utenti di SELinux possono gestire i loro sistemi attraverso l’uso e l’alterazione dei contexts.

Ci sono tre tipi di context in SELinux, che sono spiegati meglio visualizzando le autorizzazioni SELinux su un file. Per visualizzare il contesto SELinux di una directory, utilizzare il comando ls con un flag -Z. Questo è per la directory /var/www/:

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Guida OphCrack Cd Live

Quando il nostro computer è usato da più utenti è inevitabile proteggere ogni account con una password, ma basta un vuoto di memoria, oppure un post-it con i nostri appunti finito chissà dove, per non riuscire ad accedere più a Windows. Linux o Mac. Prima di passare alle maniere forti e decidere di formattare tutto pur di recuperare il controllo sul sistema, è bene sapere che sono diversi metodi per cracccare / recuperare la password di accesso del proprio PC. OphCrack Cd Live ad esempio è una chicca che funziona da CD live, non richiede alcuna competenza o tecnicismo. Basta scaricarla, masterizzarla e avviare il PC direttamente dal CD. In pochi minuti la chicca di fornirà tutte le password di tutti gli utenti memorizzati nel PC, non solo quindi il nostro account, ma potremo scoprire anche le eventuali password dell’utenza di Amministratore.

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TCPDUMP

Tcpdump è uno strumento di sniffing particolarmente flessibile e diffuso nel mondo Linux. E’ simile a snoop, più diffuso su Solaris, e permette di analizzare il tipo di pacchetti che passano per l’interfaccia di rete specificata.
Va sottolineato che tcpdump NON visualizza il contenuto dei pacchetti ma solo le loro intestazioni (protocollo, IP sorgente, destinazione, porte ecc.) per cui si presta bene alla diagnostica di problemi di networking ma non ad una attività di cracking.

INSTALLAZIONE

Per funzionare tcpdump richiede le librerie libpcap che possono essere scaricate dal sito ufficiale. Continua a leggere

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