Guida OphCrack Cd Live

Quando il nostro computer è usato da più utenti è inevitabile proteggere ogni account con una password, ma basta un vuoto di memoria, oppure un post-it con i nostri appunti finito chissà dove, per non riuscire ad accedere più a Windows. Linux o Mac. Prima di passare alle maniere forti e decidere di formattare tutto pur di recuperare il controllo sul sistema, è bene sapere che sono diversi metodi per cracccare / recuperare la password di accesso del proprio PC. OphCrack Cd Live ad esempio è una chicca che funziona da CD live, non richiede alcuna competenza o tecnicismo. Basta scaricarla, masterizzarla e avviare il PC direttamente dal CD. In pochi minuti la chicca di fornirà tutte le password di tutti gli utenti memorizzati nel PC, non solo quindi il nostro account, ma potremo scoprire anche le eventuali password dell’utenza di Amministratore.

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WPA

Il protocollo Wi-Fi Protected Access (WPA) é uno sforzo dei produttori nel tentativo di colmare le lacune derivate da WEP. WPA é un sottoinsieme dello standard IEEE 802.11i; quest’ultimo chiamato anche WPA2 verrà rilasciato nel corso dell’anno 2004 e sarà pienamente compatibile con WPA. I produttori hanno disegnato questo protocollo per minimizzare l’impatto sulle performance e per permettere la sua distribuzione attraverso un aggiornamento software dei prodotti basati su IEEE 802.11b, come ad esempio Access Points e schede di rete. Alcuni produttori di hardware hanno ideato dei sistemi che permettono il “mixed mode”, ovvero la possibilità di supportare contemporaneamente WPA e WEP per facilitare la migrazione a questo nuovo protocollo. Continua a leggere

IPSec

Nel Giugno del 1994 la Internet Architecture Board (IAB) ha espresso, attraverso un documento (RFC 1636), la necessità di una migliore sicurezza in Internet, in particolare ha espresso la necessità di colmare le lacune del protocollo TCP/IP. Prendendo spunto da tale documento, sono state studiate e sviluppate delle tecnologie per rendere la comunicazione tra varie aziende sicura su un canale non sicuro quale Internet. Queste tecnologie sono meglio conosciute come Virtual Private Network o più semplicemente VPN.

L’IP Security Protocol, conosciuto come IPSec, è oggi la tecnologia più diffusa per lo scambio sicuro di dati tra aziende, o più comunemente fra due computer. IPSec è stato definito dall’Internet Engineering Task Force già dall’Agosto 1995 attraverso l’RFC 1825: sono passati otto anni da allora e IPSec è cresciuto notevolmente, affermandosi nel mercato come lo standard per la VPN, e fornendo al TCP/IP le funzionalità di Continua a leggere

LDAP

Il Lightweight Directory Access Protocol (LDAP) è, come suggerisce il nome stesso, un protocollo standard documentato nell’RFC 2251 per accedere a servizi di directory. Una directory è un database specializzato ottimizzato per la lettura e per la ricerca dei dati attraverso filtri sofisticati, in cui il dato è formato da un attributo e relativa descrizione (ad esempio “email=rossi@azienda.it”). Le directory, intese come database, non supportano transazioni complicate o azioni di rollback che si trovano nei classici RDBMS, di solito ottimizzati per le transazioni e gli aggiornamenti complessi. Gli aggiornamenti riguardanti i repository LDAP sono tipicamente rari, in quanto i dati sono semi-statici, semplici e non richiedono transazioni; invece il database è ottimizzato per dare risposte veloci a molte ricerche contemporanee. Molti dei directory server in commercio sono in grado di replicare il loro database per aumentarne l’affidabilità, la disponibilità quindi ridurre il tempo di risposta scalando orizzontalmente. Continua a leggere

Microsoft Active Directory

Nella mia esperienza di consulente presso fornitori di servizi, ho trovato differenti sistemi ottenuti per il Single Sign-On, quasi esclusivamente relativi ai soli servizi Web. Molti di essi si basano su un agente che si installa su un Web server e un “policy manager” che è in grado di autenticare/autorizzare l’utente ad una specifica risorsa. La tecnica impiegata è efficiente e raggiunge lo scopo per il Single Sign-On su sistemi Web, ma cosa succede se vogliamo autenticarci ad una risorsa non-Web, ad esempio collegarci via SSH ad un sistema Unix? Dovremmo ricordare un’ulteriore utenza e password. Questo non è sufficiente, in quanto la tecnica utilizzata deve coprire l’autenticazione utente a 360 gradi.

Secondo il mio modesto avviso, il produttore che è riuscito a effettuare un vero e proprio “Single Sign-On” è Microsoft: attraverso Active Directory, ovvero il nuovo modello di dominio introdotto da Windows 2000, è in grado di effettuare un’autenticazione su tutte le risorse di rete (condivisione file/stampanti, siti Web, ecc.) semplicemente facendo una “join” al dominio. Continua a leggere

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