IPSec

Nel Giugno del 1994 la Internet Architecture Board (IAB) ha espresso, attraverso un documento (RFC 1636), la necessità di una migliore sicurezza in Internet, in particolare ha espresso la necessità di colmare le lacune del protocollo TCP/IP. Prendendo spunto da tale documento, sono state studiate e sviluppate delle tecnologie per rendere la comunicazione tra varie aziende sicura su un canale non sicuro quale Internet. Queste tecnologie sono meglio conosciute come Virtual Private Network o più semplicemente VPN.

L’IP Security Protocol, conosciuto come IPSec, è oggi la tecnologia più diffusa per lo scambio sicuro di dati tra aziende, o più comunemente fra due computer. IPSec è stato definito dall’Internet Engineering Task Force già dall’Agosto 1995 attraverso l’RFC 1825: sono passati otto anni da allora e IPSec è cresciuto notevolmente, affermandosi nel mercato come lo standard per la VPN, e fornendo al TCP/IP le funzionalità di Continua a leggere

LDAP

Il Lightweight Directory Access Protocol (LDAP) è, come suggerisce il nome stesso, un protocollo standard documentato nell’RFC 2251 per accedere a servizi di directory. Una directory è un database specializzato ottimizzato per la lettura e per la ricerca dei dati attraverso filtri sofisticati, in cui il dato è formato da un attributo e relativa descrizione (ad esempio “email=rossi@azienda.it”). Le directory, intese come database, non supportano transazioni complicate o azioni di rollback che si trovano nei classici RDBMS, di solito ottimizzati per le transazioni e gli aggiornamenti complessi. Gli aggiornamenti riguardanti i repository LDAP sono tipicamente rari, in quanto i dati sono semi-statici, semplici e non richiedono transazioni; invece il database è ottimizzato per dare risposte veloci a molte ricerche contemporanee. Molti dei directory server in commercio sono in grado di replicare il loro database per aumentarne l’affidabilità, la disponibilità quindi ridurre il tempo di risposta scalando orizzontalmente. Continua a leggere

Microsoft Active Directory

Nella mia esperienza di consulente presso fornitori di servizi, ho trovato differenti sistemi ottenuti per il Single Sign-On, quasi esclusivamente relativi ai soli servizi Web. Molti di essi si basano su un agente che si installa su un Web server e un “policy manager” che è in grado di autenticare/autorizzare l’utente ad una specifica risorsa. La tecnica impiegata è efficiente e raggiunge lo scopo per il Single Sign-On su sistemi Web, ma cosa succede se vogliamo autenticarci ad una risorsa non-Web, ad esempio collegarci via SSH ad un sistema Unix? Dovremmo ricordare un’ulteriore utenza e password. Questo non è sufficiente, in quanto la tecnica utilizzata deve coprire l’autenticazione utente a 360 gradi.

Secondo il mio modesto avviso, il produttore che è riuscito a effettuare un vero e proprio “Single Sign-On” è Microsoft: attraverso Active Directory, ovvero il nuovo modello di dominio introdotto da Windows 2000, è in grado di effettuare un’autenticazione su tutte le risorse di rete (condivisione file/stampanti, siti Web, ecc.) semplicemente facendo una “join” al dominio. Continua a leggere

Autenticazione web con Kerberos

Una delle cose sorprendenti dell’integrazione realizzata da Microsoft è relativa all’autenticazione degli utenti che hanno fatto log-on al dominio Active Directory sugli applicativi Web. Attraverso Internet Information Server (IIS) e il Web browser Microsoft Internet Explorer, l’utente viene riconosciuto trasparentemente, realizzando così un vero e proprio Single Sign-On. La tecnologia usata per effettuare un login dell’utente attraverso il Web è SPNEGO, già descritto nel paragrafo SPNEGO e l’autenticazione Web. Grazie allo sforzo della comunità OpenSource, è possibile utilizzare SPENGO anche su Unix, sia come client che come server Web. In questo capitolo spiegheremo come sia possibile realizzare con Apache l’autenticazione attraverso SPNEGO e Mozilla come client di autenticazione, oltre a vedere più da vicino l’utilizzo di Microsoft Internet Explorer. Continua a leggere

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